Under 12 Chianti Volley azzurra, “ubiquità: giocare e rimanere a letto”

Si perde e si vince, ma se te la giochi la sconfitta brucia meno. E’ vero che a questa età i risultati devono lasciare il passo all’imparare il gioco, a fare squadra e soprattutto al divertimento delle atlete, verdi non di maglia ma di età. Oggi abbiamo appreso una notevole caratteristica delle nostre atlete, che per due set hanno messo i loro ologrammi sul rettangolo di gioco, mentre quelle vere erano ancora a letto. Infatti i primi due parziali sono scivolati via (e perduti) con una leggerezza soave e batuffolosa, esattamente come i cuscini dove le nostre pensavano di aver posato il capino, con quello strano oggetto sferico tricolore che giungeva qua e là, impertinente e improvviso, a disturbare quel sonno così piacevole, in una mattinata autunnale figlia di una burrascosa nottata. Nel terzo set, quasi fosse arrivato un Principe a baciarle, le nostre si risvegliano dal torpore obnubilante e staccano di undici punti le avversarie, facendosene recuperare nel finale ben cinque. Così, per dare un po’ di suspence e poi vincerlo, quel dannato set. Peccato, perché le avversarie (solide e ben organizzate, complimenti) sapevano il fatto loro e sarebbe stato bello almeno giocarci, i primi due set. Magari si perdeva ugualmente, ma almeno c’era un po’ di battaglia. Le vere minipallavoliste che conosciamo, per fortuna, si sono riviste nell’ultimo set, ma non perché hanno vinto, semplicemente perché hanno giocato, guidate oggi dalla Coach Peruzzi. La vittoria fra le mura amiche ancora non ne vuol sapere di arrivare, ma almeno il primo set è stato strappato. E non importa chi lo abbia giocato, dormivano tutte e poi si son svegliate tutte assieme. Dipinta così, sembra una mezza disfatta, ma altro non è che un modo scherzoso per raccontare un piccolo episodio del percorso di vita e di sport che farà crescere le nostre ragazze, e per diventare grandi si deve passare dalle sconfitte e anche dalle critiche, costruttive (come quelle delle allenatrici) o goliardiche come questa (di un genitore un po’ pazzo).

1° set 15 – 25 2° set 16 – 25 3° set 25 – 19

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