U18/F – FIPAV – Fase 1, Gironcino ZG – 28/01/26 ore 21:00
CHIANTI VOLLEY BLU – 1
CASCINE VOLLEY EMPOLI ASD – 3
21/25 25/22 17/25 19/25
Ebbene sì, la cavalcata di vittorie nel gironcino si stampa sul muro di un Cascine Empoli irriconoscibile rispetto alla partita di andata.
Anche le Chiantigirl erano irriconoscibili, ma in senso contrario, rispetto a quella stessa partita.
Un primo set balbettante, poi nel secondo la svolta.
Però dopo la svolta si dovrebbe andare dritti alla meta, e invece le ragazze hanno svoltato ancora, praticamente hanno fatto un’inversione ad “U”, con conseguenze immaginabili in termini di risultato.
Peccato di presunzione e relativo approccio molle? E chi lo sa, per fortuna il capirlo, ma soprattutto risolverlo, è cosa che non riguarda il commentatore.
Un impianto reattivo delle Empolesi, con l’elemento aggiunto di un’attaccante letteralmente incontenibile, ha messo in seria difficoltà le nostre ragazze, che in tutti i set ci hanno capito il giusto sul come affrontare tanta esuberanza, sicuramente insapettata.
Il bicchiere è mezzo pieno? per la classifica e il piazzamento al primo posto del gironcino di completamento, certo che sì (ricordiamoci comunque che si tratta di un 30° posto), il tutto è stato “guadagnato” con le partite precedenti, con un margine di sette punti che ha messo in cassaforte il primato con anticipo.
Per atteggiamento e applicazione del gioco, oggi, invece no. Ha regnato molta confusione ed approssimazione, in quasi tutte le fasi.
Un vecchio adagio toscanissimo recita:
“l’orgoglio mi ci ha messo, e la vergogna la mi ci tiene”.
E’ un detto scomodo, ma che si attaglia a molte situazioni di vita e a molte delle partite giocate da qualsiasi compagine, compresa la nostra, partite nelle quali ti ci trovi come potenziale dominatore (perché ti credi tale) e dove però non sai come uscirne, una volta che scorgi la mala parata.
Onore alle avversarie, che hanno tenuto il campo molto bene, e una tirata d’orecchie al Chianti Volley blu, del resto ogni disegno ha una matita, con dietro una mano e dietro ancora un’idea. La matita può rompersi, essere spuntata o consumata, e allora quell’idea non risulta fedelmente rappresentata. Temperare una matita è un atto estremamente violento, ma porta con sé un gesto d’amore.
L’amore per lo strumento che ti permette di eseguire il disegno che vuoi realizzare.
Imparate ad amarvi, ragazze, create il vostro disegno, il foglio è grande, non concentratevi su un puntino o su un righino, ma create ogni punto e ogni riga in funzione dell’idea finale, così come ogni pallone dev’essere un’intuizione, un tratto deciso, una difesa è un colpo di sfumino, un ACE è il guizzo del genio, e tutto va curato come in un mosaico, che senza una tessera risulta incompleto.
I genitori, come i maestri e gli allenatori, non sono i vostri padroni, sono i cartelli stradali per aiutarvi sui vostri percorsi, sono i Waze e i Google maps. seguite le indicazioni e ignoratele solo quando siete arcisicure di dove state andando e in che modo ci volete arrivare, senza peccare di orgoglio e senza scendere a compromessi con la vergogna.
E quando manca il segnale o l’istruzione, abbiate cura della vostra macchina, così come della matita e, con un pizzico di amore, farete un percorso o un disegno bellissimo: il vostro.
E ora, vai con la coppa Biancorossa, un altro foglio bianco attende i vostri schizzi, e meno male che è pallavolo femminile.
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